San Marino · Osservatorio sulla libertà reale delle persone con disabilità

Quanto sono davvero libere le persone con disabilità?

Una riflessione civica sul riconoscimento della persona, sui supporti alla decisione, sulla possibilità di scegliere e sul diritto di vivere nella comunità senza interferenze o sostituzioni indebite.
Non parliamo di libertà in astratto. Parliamo della libertà concreta di essere riconosciuti come soggetti di diritto, di prendere decisioni sulla propria vita anche quando ciò richiede supporti adeguati, linguaggi comprensibili, tempo, facilitazione e sostegni rispettosi, e di poter costruire un autentico Progetto individualizzato di Vita.
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domande per attraversare il tema con profondità, senza ridurlo a un sondaggio sbrigativo
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snodi: riconoscimento, supporti alla decisione, vita nella comunità, progetto di vita, responsabilità collettiva
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domanda di fondo: quanto vale la libertà, se non è realmente accessibile a tutti nello stesso modo?

Perché nasce questo spazio

Perché la libertà viene spesso raccontata come un principio generale, mentre nella vita reale si misura in modo più concreto: nella possibilità di decidere, di essere ascoltati, di non essere sostituiti, di non dover dipendere per forza da scelte fatte da altri e di poter contare sui supporti necessari perché anche chi ha bisogni cognitivi, comunicativi o relazionali più complessi possa decidere davvero.

Primo asse

Essere riconosciuti

La libertà comincia dal modo in cui una persona viene considerata: come soggetto capace di esprimere volontà, preferenze e decisioni, oppure come qualcuno di cui altri interpretano, filtrano o sostituiscono la voce.

Secondo asse

Essere sostenuti senza essere sostituiti

Autonomia non significa solitudine. In molti casi, decidere davvero richiede supporti, tempi, mediazioni, linguaggi accessibili e persone preparate. Il punto è che questi sostegni aiutino la persona a decidere, non decidano al posto suo.

Nodo concreto

Progetto di Vita

La libertà non riguarda solo l’oggi. Riguarda anche la possibilità di immaginare, progettare e costruire il proprio percorso nel tempo, secondo preferenze, desideri, relazioni e obiettivi che appartengono davvero alla persona.

La libertà non si misura soltanto nel poter fare qualcosa. Si misura nel poter decidere. E, per molte persone, si misura anche nella possibilità di avere i supporti giusti per farlo senza essere invase, condizionate o sostituite.

Quando una persona viene esclusa dalle decisioni che la riguardano, oppure quando non può scegliere davvero come vivere, o ancora quando mancano i sostegni necessari per permetterle di decidere in modo autonomo, il problema non è soltanto individuale. È un problema collettivo. Riguarda cittadinanza, dignità, partecipazione e libertà.

Questo percorso è aperto a tutti: persone con disabilità, famiglie, cittadini, operatori, persone che osservano, che si interrogano, che forse non ci avevano mai pensato fino in fondo.

L'Osservatorio non richiede nome, email o altri dati identificativi diretti. Le risposte raccolte servono a comprendere meglio percezioni, ostacoli, bisogni e visioni legate alla libertà reale, alla Vita Indipendente e alla possibilità concreta di scegliere la propria vita.

I contributi potranno essere utilizzati e restituiti in forma aggregata, sintetica o attraverso brevi citazioni testuali, sempre prive di riferimenti personali, esclusivamente per finalità civiche, culturali, di sensibilizzazione e di approfondimento pubblico.