Perché la libertà viene spesso raccontata come un principio generale, mentre nella vita reale si misura in modo più concreto: nella possibilità di decidere, di essere ascoltati, di non essere sostituiti, di non dover dipendere per forza da scelte fatte da altri e di poter contare sui supporti necessari perché anche chi ha bisogni cognitivi, comunicativi o relazionali più complessi possa decidere davvero.
La libertà comincia dal modo in cui una persona viene considerata: come soggetto capace di esprimere volontà, preferenze e decisioni, oppure come qualcuno di cui altri interpretano, filtrano o sostituiscono la voce.
Autonomia non significa solitudine. In molti casi, decidere davvero richiede supporti, tempi, mediazioni, linguaggi accessibili e persone preparate. Il punto è che questi sostegni aiutino la persona a decidere, non decidano al posto suo.
La libertà non riguarda solo l’oggi. Riguarda anche la possibilità di immaginare, progettare e costruire il proprio percorso nel tempo, secondo preferenze, desideri, relazioni e obiettivi che appartengono davvero alla persona.
La domanda iniziale riguarda tutti: che valore ha la libertà, se alcune persone la vivono solo in teoria, solo a metà o solo entro i confini fissati da altri?
Le risposte raccolte lungo questo percorso non servono a chiudere il discorso, ma ad aprirlo meglio. Mostrano una cosa essenziale: la libertà non coincide soltanto con l’assenza di ostacoli visibili. Coincide con la possibilità reale di essere riconosciuti nelle proprie scelte, di avere i sostegni giusti per esprimerle e di viverle nella comunità.
Quando una persona non viene considerata pienamente capace di decidere, oppure quando i supporti necessari non esistono o diventano invasione, oppure quando la sua vita è organizzata soprattutto da altri, la libertà si restringe. Anche se tutto questo viene chiamato aiuto, protezione o organizzazione, resta il fatto che la scelta si allontana.
Per questo la domanda iniziale resta lì, più viva di prima: quanto siamo davvero liberi, se la libertà concreta non è garantita a tutti nello stesso modo e con gli stessi sostegni?
“La mancanza di libertà, quando qualcuno decide per te "per il tuo bene". Non manca un servizio, manca il riconoscimento del tuo diritto a sbagliare, a desiderare e a rischiare.La libertà è avere il potere economico, un lavoro, studiare, scegliere dove e con chi svegliarsi la mattina. La libertà non è dare a qualcuno ciò che gli serve per sopravvivere, ma aiutarlo a realizzare ciò che vuole per vivere. Invece di adattare la persona ai servizi esistenti, dobbiamo adattare i servizi ai desideri della persona.”
Questo percorso si ispira ai principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, in particolare agli articoli 12 (riconoscimento della capacità giuridica e supporti alla decisione) e 19 (vita indipendente e inclusione nella comunità).