Perché la libertà viene spesso raccontata come un principio generale, mentre nella vita reale si misura in modo più concreto: nella possibilità di decidere, di essere ascoltati, di non essere sostituiti, di non dover dipendere per forza da scelte fatte da altri e di poter contare sui supporti necessari perché anche chi ha bisogni cognitivi, comunicativi o relazionali più complessi possa decidere davvero.
La libertà comincia dal modo in cui una persona viene considerata: come soggetto capace di esprimere volontà, preferenze e decisioni, oppure come qualcuno di cui altri interpretano, filtrano o sostituiscono la voce.
Autonomia non significa solitudine. In molti casi, decidere davvero richiede supporti, tempi, mediazioni, linguaggi accessibili e persone preparate. Il punto è che questi sostegni aiutino la persona a decidere, non decidano al posto suo.
La libertà non riguarda solo l’oggi. Riguarda anche la possibilità di immaginare, progettare e costruire il proprio percorso nel tempo, secondo preferenze, desideri, relazioni e obiettivi che appartengono davvero alla persona.
Quando una persona viene esclusa dalle decisioni che la riguardano, oppure quando non può scegliere davvero come vivere, o ancora quando mancano i sostegni necessari per permetterle di decidere in modo autonomo, il problema non è soltanto individuale. È un problema collettivo. Riguarda cittadinanza, dignità, partecipazione e libertà.
L'Osservatorio non richiede nome, email o altri dati identificativi diretti. Le risposte raccolte servono a comprendere meglio percezioni, ostacoli, bisogni e visioni legate alla libertà reale, alla Vita Indipendente e alla possibilità concreta di scegliere la propria vita.