San Marino · Osservatorio sulla libertà reale delle persone con disabilità

Quanto sono davvero libere le persone con disabilità?

Una riflessione civica sul riconoscimento della persona, sui supporti alla decisione, sulla possibilità di scegliere e sul diritto di vivere nella comunità senza interferenze o sostituzioni indebite.
Non parliamo di libertà in astratto. Parliamo della libertà concreta di essere riconosciuti come soggetti di diritto, di prendere decisioni sulla propria vita anche quando ciò richiede supporti adeguati, linguaggi comprensibili, tempo, facilitazione e sostegni rispettosi, e di poter costruire un autentico progetto di vita.
24
domande per attraversare il tema con profondità, senza ridurlo a un sondaggio sbrigativo
5
snodi: riconoscimento, supporti alla decisione, vita nella comunità, progetto di vita, responsabilità collettiva
1
domanda di fondo: quanto vale la libertà, se non è realmente accessibile a tutti nello stesso modo?

Perché nasce questo spazio

Perché la libertà viene spesso raccontata come un principio generale, mentre nella vita reale si misura in modo più concreto: nella possibilità di decidere, di essere ascoltati, di non essere sostituiti, di non dover dipendere per forza da scelte fatte da altri e di poter contare sui supporti necessari perché anche chi ha bisogni cognitivi, comunicativi o relazionali più complessi possa decidere davvero.

Primo asse

Essere riconosciuti

La libertà comincia dal modo in cui una persona viene considerata: come soggetto capace di esprimere volontà, preferenze e decisioni, oppure come qualcuno di cui altri interpretano, filtrano o sostituiscono la voce.

Secondo asse

Essere sostenuti senza essere sostituiti

Autonomia non significa solitudine. In molti casi, decidere davvero richiede supporti, tempi, mediazioni, linguaggi accessibili e persone preparate. Il punto è che questi sostegni aiutino la persona a decidere, non decidano al posto suo.

Nodo concreto

Progetto di vita

La libertà non riguarda solo l’oggi. Riguarda anche la possibilità di immaginare, progettare e costruire il proprio percorso nel tempo, secondo preferenze, desideri, relazioni e obiettivi che appartengono davvero alla persona.

Sta emergendo una domanda che riguarda tutti: che valore ha la libertà, se alcune persone la vivono solo in teoria, solo a metà o solo entro i confini fissati da altri?

Questo percorso è aperto a persone con disabilità, famiglie, operatori, cittadini, osservatori. Non chiede competenze specialistiche. Chiede onestà, sguardo e verità.

Quando una persona viene esclusa dalle decisioni che la riguardano, quando non può scegliere davvero come vivere o quando mancano i sostegni necessari per permetterle di decidere, il problema non è solo individuale. Riguarda cittadinanza, dignità, partecipazione e responsabilità collettiva.

Non è una questione di casi isolati. È una questione di cultura pubblica, di servizi, di relazioni, di potere e di possibilità reale.

L’Osservatorio non richiede nome, email o altri dati identificativi diretti. Raccoglie riflessioni, percezioni, ostacoli, bisogni e visioni sulla libertà reale, sulla Vita Indipendente e sulla possibilità concreta di scegliere la propria vita.

I contributi potranno essere restituiti in forma aggregata, sintetica o attraverso brevi citazioni testuali, sempre prive di riferimenti personali, per finalità civiche, culturali, di sensibilizzazione e di approfondimento pubblico.
Passaggio 1 di 24
Sezione: Riconoscimento

La libertà non è distribuita allo stesso modo.

Le risposte raccolte lungo questo percorso non servono a chiudere il discorso, ma ad aprirlo meglio. Mostrano una cosa essenziale: la libertà non coincide soltanto con l’assenza di ostacoli visibili. Coincide con la possibilità reale di essere riconosciuti nelle proprie scelte, di avere i sostegni giusti per esprimerle e di viverle nella comunità.

Quando una persona non viene considerata pienamente capace di decidere, oppure quando i supporti necessari non esistono o diventano invasione, oppure quando la sua vita è organizzata soprattutto da altri, la libertà si restringe. Anche se tutto questo viene chiamato aiuto, protezione o organizzazione, resta il fatto che la scelta si allontana.

Per questo la domanda iniziale resta lì, più viva di prima: quanto siamo davvero liberi, se la libertà concreta non è garantita a tutti nello stesso modo e con gli stessi sostegni?

Riconoscimento Una persona non è davvero libera se la sua voce viene filtrata, sostituita o aggirata nelle decisioni che la riguardano.
Supporti alla decisione La libertà non richiede assenza di bisogni. Richiede che i sostegni necessari esistano, siano rispettosi e aiutino la persona a decidere, non a essere decisa da altri.
Progetto di vita La libertà riguarda anche il tempo, il futuro, la possibilità di immaginare e costruire un percorso che appartenga davvero alla persona.
La tua riflessione finale
Nessuna riflessione testuale è stata inserita.
Parole che restano
riconoscimento
supporti
scelta
autonomia
comunità
dignità
progetto di vita
libertà reale
Data ultimo aggiornamento
2 aprile 2026
Numero di risposte raccolte
24
Una voce dal percorso

“La mancanza di libertà, quando qualcuno decide per te "per il tuo bene". Non manca un servizio, manca il riconoscimento del tuo diritto a sbagliare, a desiderare e a rischiare.La libertà è avere il potere economico, un lavoro, studiare, scegliere dove e con chi svegliarsi la mattina. La libertà non è dare a qualcuno ciò che gli serve per sopravvivere, ma aiutarlo a realizzare ciò che vuole per vivere. Invece di adattare la persona ai servizi esistenti, dobbiamo adattare i servizi ai desideri della persona.”